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Research 6 min di lettura

Voice of the Citizen: le priorità che emergono dall'ascolto strutturato

La fiducia nelle istituzioni dipende soprattutto da una cosa: se le persone sentono di avere voce in capitolo. L'ascolto strutturato trasforma quella sensazione in un'agenda di priorità ordinata, finanziabile e difendibile.

In sintesi

  • Nei Paesi OCSE, il divario di fiducia tra chi sente di avere voce in capitolo nelle scelte del governo e chi non lo sente è di 47 punti percentuali. Nessun indicatore di qualità del servizio sposta la fiducia con la stessa forza della voice.
  • I cittadini soddisfatti hanno nove volte più probabilità di avere fiducia in un ente pubblico e nove volte più probabilità di riconoscere che sta realizzando la propria missione. Ascoltare non è una cortesia. È il meccanismo che converte il servizio in legittimità.
  • Un programma strutturato di Voice of the Citizen non si limita a raccogliere opinioni. Costringe a scegliere tra alternative, mette in luce i divari tra quartieri e consegna ai decisori un'agenda ordinata e difendibile prima del prossimo voto sul bilancio.

Chiedete a un consiglio comunale perché ha condotto un’indagine tra i cittadini e vi sentirete rispondere quasi sempre la stessa cosa: per capire cosa pensano le persone. È l’obiettivo sbagliato. Le persone pensano molte cose, la maggior parte delle quali riguarda le priorità degli altri. Il compito dell’ascolto strutturato è più circoscritto e molto più utile. È capire a cosa i residenti sarebbero disposti a rinunciare, con parole loro, quando i fondi finiscono prima della lista dei desideri.

Gran parte dell’ascolto nel settore pubblico fallisce proprio qui. Chiede “come stiamo andando” e ottiene un punteggio di soddisfazione che si sposta di un punto ogni anno. Non chiede mai “a cosa rinuncereste per finanziare questo”, e quindi non produce mai una priorità su cui un decisore possa davvero schierarsi.

A muovere la fiducia è la voice, non la qualità del servizio

L’istinto, nella pubblica amministrazione, è trattare la fiducia come una funzione delle prestazioni del servizio. Riparate le buche, accorciate la coda per i permessi, e la fiducia arriverà di conseguenza. I dati dicono che la leva è altrove. Nell’indagine OCSE del 2024 su quasi 60.000 persone in 30 Paesi, il divario di fiducia più ampio non riguardava alcun servizio in particolare. Riguardava la percezione di poter incidere: se le persone sentono di avere voce in capitolo in ciò che il loro governo fa.

47 pts Il divario di fiducia tra i cittadini che sentono di avere voce in capitolo nelle scelte del governo e quelli che non lo sentono. Supera di gran lunga l'effetto della qualità quotidiana del servizio. Fonte: OECD

Questa evidenza ridefinisce a cosa serve un’indagine tra i cittadini. Non è una pagella. È l’atto stesso di dare voce alle persone, e quella voce è ciò che costruisce fiducia. Trattatela come una semplice raccolta di opinioni a senso unico e sprecherete lo strumento più potente che avete.

Un'indagine tra i cittadini non è una pagella. È l'atto di dare voce alle persone, ed è quella voce a costruire la fiducia.

Il contesto rende chiara la posta in gioco. Nell’area OCSE sono ormai più le persone che dichiarano scarsa o nessuna fiducia nel proprio governo nazionale (44%) di quelle che ne dichiarano alta o moderatamente alta (39%). La fiducia non sta crollando ovunque, ma non c’è più spazio per ignorare la voce dei residenti.

Figura 1

Sentirsi ascoltati predice la fiducia più di qualsiasi singolo servizio

Sentono di avere voce in capitolo69%
Sentono di non avere voce in capitolo22%

Fonte: OECD, quota di chi ha fiducia nel governo nazionale in base alla percezione di avere voce in capitolo, 2024

La soddisfazione è la moneta con cui si compra la legittimità

Il legame tra esperienza e fiducia non è un’idea vaga. Il lavoro di McKinsey sugli enti pubblici gli assegna un moltiplicatore preciso: i cittadini soddisfatti del servizio ricevuto hanno nove volte più probabilità di avere fiducia nell’ente e nove volte più probabilità di riconoscere che sta mantenendo la propria missione. Esperienza e legittimità sono la stessa conversazione.

9x Quanto più probabile è che un cittadino soddisfatto abbia fiducia in un ente e riconosca che sta realizzando la propria missione, rispetto a un cittadino insoddisfatto. Fonte: McKinsey & Company

Il problema è che la pubblica amministrazione parte svantaggiata. Quando si chiede ai residenti di mettere a confronto la soddisfazione per i servizi pubblici con quella per i settori privati, il governo finisce all’ultimo posto. L’indice federale di Forrester racconta la stessa storia da un’altra prospettiva: i 15 enti valutati hanno totalizzato in media 61,9 su 100, il risultato più debole dei 13 settori monitorati. Le aspettative che i residenti maturano con la loro banca e il loro operatore telefonico non si fermano sulla soglia dell’ente pubblico.

Cosa aggiunge l’ascolto strutturato che una cassetta dei suggerimenti non può dare

Un programma di Voice of the Citizen si ripaga facendo quattro cose che una casella aperta o un’assemblea pubblica non possono fare.

  1. È rappresentativo, non semplicemente il più rumoroso. Un contatto multicanale via SMS, telefono e online raggiunge ben oltre il piccolo gruppo di chi si presenta sempre, così il risultato riflette la popolazione anziché chi ha tempo libero un martedì sera.
  2. Costringe a scegliere tra alternative. Le domande a classificazione forzata e a budget vincolato rivelano a cosa i residenti rinuncerebbero davvero per finanziare una priorità. Volere tutto non è un piano. Scegliere lo è.
  3. Mette in luce i divari tra gruppi. Disaggregati per quartiere e dato demografico, i risultati mostrano dove soddisfazione e fiducia divergono. Affittuari, residenti più giovani e gruppi che segnalano discriminazioni hanno sistematicamente meno fiducia, e sono le voci più facili da non ascoltare.
  4. Chiude il cerchio. Restituire i risultati ai residenti, mostrando cosa è cambiato grazie a loro, è ciò che trasforma un’indagine da semplice raccolta di dati in quel senso di avere voce in capitolo che i dati sulla fiducia premiano.

Dalla mappa delle priorità alla decisione difendibile

Il prodotto finale non è un rapporto di cento pagine. È una mappa di priorità ordinata che un decisore può portare con sé in una riunione di bilancio conflittuale: cosa i residenti vogliono cambiare, cosa sono disposti a lasciare com’è e dove il consenso si spezza lungo le linee dei quartieri. Quella mappa è difendibile perché è rappresentativa, ed è azionabile perché è ordinata per priorità.

Il rigore conta, perché l’alternativa è più rumorosa e peggiore. Le decisioni guidate da chi è capitato alla riunione sembrano reattive ma non lo sono. Le decisioni sostenute da una lettura rappresentativa della voce dei residenti, consapevole dei trade-off, reggono allo scrutinio, soddisfano i requisiti di rendicontazione dei finanziamenti e ricostruiscono la fiducia proprio perché le persone vedono la propria voce riflessa nel risultato.

Per mettere al lavoro l’ascolto strutturato, scoprite i nostri programmi Voice of the Citizen e Digital Government, oppure sfogliate i case study per vedere come un input rappresentativo diventa un’agenda finanziata.

Fonti

  1. OECD, "Governments must better engage all citizens to tackle growing gaps in trust," oecd.org.
  2. McKinsey & Company, "The global case for customer experience in government," mckinsey.com.
  3. Forrester, "Forrester's 2023 US Federal CX Index Reveals Uneven CX," forrester.com.

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